Android O è realtà: rilasciate ieri le prime Developer Preview

Android O sta per arrivare, portando con se numerose novità

Google ha rilasciato nella giornata di ieri le prime Developer Preview di Android O.

In un mercato Android dove ancora si stenta a trovare device aggiornati a Nougat, Big G ha voluto anticipare di qualche mese rispetto allo scorso anno il rilascio in beta della nuova release software.

Le novità sono molte, e se vi aspettate dei piccoli miglioramenti rispetto ad Android Nougat, dovrete ricredervi. Perciò mettetevi comodi e vediamo insieme le novità che verranno introdotte nella futura release del robottino verde.

1 – Migliore gestione delle app in background e nuovo pannello delle notifiche

La gestione delle app in background è stato sempre un punto cruciale di Android, a partire da Marschmallow con l’introduzione di Doze. Dopo Nougat, Google continua su questa strada limitando i permessi delle app in background (servizi di rete, localizzazione ecc), in modo da incidere il meno possibile sulla durata della batteria.

Il pannello delle notifiche viene ulteriormente migliorato. Infatti, tramite i cosiddetti Notification Channel, sarà possibile, per esempio, decidere in un app dedita alla news, quali categorie (tecnologia, scienza, economia ecc) silenziare o impostare una determinata priorità direttamente dal pannello delle notifiche.

2 – Introdotto il Picture in Picture (PIP) e le icone adattive

Il Picture in Picture è un funzione già presente in diverse custom ROM, ed ora Big G ha deciso di introdurlo nella nuova release del robottino verde.

Sarà quindi possibile ridurre a finestra una determinata app e navigare allo stesso tempo all’interno dell’interfaccia. Le potenzialità di tale funzione sono infinite, sarà però compito degli sviluppatori introdurlo al meglio all’interno delle proprie app.

Android O Picture in Picture

Il Picture in Picture in funzione su Android TV

Introdotte inoltre le icone adattive. Le icone saranno infatti in grado di cambiare il proprio look a seconda della UI del dispositivo. Immaginiamo ad esempio un app la cui icona è completamente circolare in un Google Pixel, ma se installata per esempio un device di casa Samsung, quest’ultima assumerà una forma e stile in linea con la Grace UI.

I cambiamenti si estendono anche alle ombre, allo stile grafico o addirittura all’implementazione di animazioni a seconda dell’azione che andremo a svolgere con l’applicazione in questione.

3 – Maggiore gamma cromatica per le app e miglioramento dello streaming audio via Bluetooth con supporto al codec LDAC

Si estende la gamma cromatica con cui gli sviluppatori possono dar vita alle loro applicazioni, con supporto a diversi standard grafici (AdobeRGB, Pro Photo RGB, DCI-P3, etc.).

Altro punto focale di Android O è sicuramente il miglioramento delle connessioni wireless. In particolare è stata migliorata la qualità dello streaming audio via Bluetooth, grazie al supporto al codec LDAC (frutto del lavoro di diversi OEM tra cui Sony).

Migliorate anche le connessioni Wi-Fi, grazie a diverse funzioni tra cui il Wi-Fi Aware. Tale funzione permette ai dispositivi con un hardware adeguato di comunicare tramite Wi-Fi senza necessità di passare attraverso un access point.

4 – Personalizzazione ai massimi livelli grazie al System UI Tuner

Android Stock oltre a essere la versione più pulita e leggera del robottino verde, è allo stesso tempo quella che offre una limitata personalizzazione del sistema.

Con Android O, viene introdotto il System UI Tuner. L’utente avrà infatti la possibilità di modificare la barra di navigazione, aggiungere o modificare le scorciatoie presenti nella schermata di blocco oltre ad applicare temi al pannello delle notifiche e a quello dei toggle rapidi.

Ecco il menù relativo al System UI Tuner

Un aggiornamento corposo che va incontro ad un ulteriore ottimizzazione del sistema. Brava Google, non ci resta che attendere il Google I/O che si terrà a partire da 17 Maggio, per maggiori informazioni sulla release.

Se siete impazienti di provare Android O e avete un Pixel/Pixel XL o un Nexus 5X/6P, potete farlo attraverso questo link.

Fonte

Alberto Signorini

Scritto da

Ferrarista dal cuore viola fin dalla nascita, appassionato di tecnologia sopratutto di tutto ciò che gira intorno al mondo del robottino verde.

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