gestore telefonico

Google preferita dagli italiani a Vodafone e TIM come gestore telefonico

Per il 57% degli italiani sarebbe meglio abbandonare i gestori tradizionali come TIM e Vodafone, in favore dei big del settore tecnologico come Google, Amazon e Apple.

Secondo i risultati della Digital Consumer Survey di Accenture il 57% degli italiani si direbbe ben disposto ad abbandonare i vecchi gestori telefonici in favore dei grandi marchi della tecnologia che si stanno affacciando anche a questo segmento di mercato.

Ecco il risultato del sondaggio svolto su un campione di 26.000 persone a livello globale.

Uno studio ha rilevato che se un gigante digitale globale – come Google o Amazon – lanciasse servizi paragonabili a quelli degli operatori di telefonia mobile di riferimento, il 44%degli interpellati non esiterebbe ad aderire alla nuova offerta, aggredendo così le quote di mercato delle tradizionali aziende di telecomunicazioni (Telco). Un dato che in Italia diventa ancora più importante dal momento che ben il 57% degli intervistati sul territorio nazionale si è espresso a favore dell’ingresso dei nuovi player digitali nei servizi di telecomunicazioni, sorpassando i colleghi europei di Francia (40%), Germania (32%), UK (35%) e Spagna (45%).

L’introduzione della eSim, che facilita il passaggio da un operatore all’altro, rappresenta un’ulteriore sfida per le società di telecomunicazioni: l’indagine, infatti, ha rilevato che il 68% dei consumatori online sarebbe interessato a utilizzare un dispositivo con una eSim. Anche in questo caso i consumatori italiani si posizionano sopra la media globale con una richiesta di eSim che tocca il 78% degli intervistati, avvicinati solo dai colleghi spagnoli (71%), a cui seguono quelli francesi (57%), inglesi (52%) e tedeschi (49%). Il 50% dei consumatori globali (lo stesso dato vale per quelli italiani) sarebbe spinto proprio dalla facilità e rapidità con cui diventerebbe possibile cambiare provider e ottenere così tariffe più convenienti per chiamate e traffico dati, contribuendo al livellamento generale dei costi per la connettività. Lo scenario potrebbe complicarsi ulteriormente a causa della capacità dei player digitali di introdurre la eSim nel dispositivo già in fase di produzione, proponendosi così direttamente al consumatore e bypassando la necessità di appoggiarsi a un fornitore di connettività.

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L’opportunità per le Telco: l’ecosistema digitale in casa

I provider tradizionali restano in vantaggio rispetto ai nuovi player digitali in termini di accesso al patrimonio di dati dei consumatori. Le applicazioni di rete, in particolare il controllo sulla piattaforma di trasmissione end-to-end, e le funzioni di back office sui dispositivi, consentono alle Telco di avere accesso a una filiera strategica di dati da utilizzare per fidelizzare il cliente. Attraverso l’analisi e l’implementazione di questi dati le Telco hanno l’opportunità di modellare la propria offerta e ottimizzare la customer experience.
L’area dei video digitali è una di quelle più promettenti dal punto di vista dello sviluppo del business, sostenuta da un lato dal costante aumento della domanda, dall’altro dalla maggiore apertura verso la pubblicità digitale. Lo dimostra la stessa ricerca di Accenture: fra gli intervistati il 37% si è detto favorevole a rivolgersi ai provider tradizionali per usufruire dei canali di PayTV, il 34% per i servizi di Video on Demand. In questo caso la predisposizione del consumatore italiano si scosta rispetto alle altre medie europee, confermando una maggiore disaffezione nei confronti delle telco: soltanto il 32% degli intervistati, infatti, è disposto ad acquistare servizi televisivi dai provider tradizionali (Spagna 54%, Germania 43%) e solo il 27% li prediligerebbe in termini di servizio video (Spagna 48%, Germania 37%). Un settore del mercato in cui le telco italiane dovranno dunque agire con particolare fretta.

Nuove opportunità di crescita per le Telco arrivano anche dalle applicazioni IoT (Internet of Things).

La Connected Home (Casa Connessa), nonostante si trovi ancora nella sua fase iniziale di implementazione, si basa su comunicazione Machine to Machine, consentendo ai consumatori di risparmiare tempo e costi, sta progressivamente diventando una realtà. Attraverso l’interconnessione dei dispositivi, i consumatori sono adesso in grado di risolvere molti dei problemi di interoperabilità, usabilità e sicurezza.
La ricerca ha reso noto che il 54% dei consumatori globali (49% di quelli italiani) che utilizza questo genere di tecnologia riscontra alcune difficoltà e lamenta una certa preoccupazione in termini di personalizzazione dei servizi, privacy nella trasmissione dei dati e assenza di assistenza al cliente. In particolare, il 14% del campione lamenta malfuzionamenti legati alla complicazione nell’uso(12% in Italia), il 13% alla mancanza di collegamento Internet – particolarmente significativo il dato italiano che segnala ancora problemi di accesso alla connettività per il 29% degli intervistati (sono solo l’8% in UK e il 4% in Germania) – e il 12% al mancato funzionamento (8% in Italia – 20% in Germania).

La casa sta diventando un ecosistema connesso e personalizzato di servizi e le Telco devono cogliere l’opportunità per proporsi come punto di riferimento per la loro erogazione e gestione:
• Il 71% dei consumatori globali che possiede o prevede di acquistare servizi di connected home sceglierebbe un provider tradizionale (un dato in linea con quello che arriva dall’Italia: 70%)
• Le Telco si classificano al secondo posto fra i provider preferiti per la formazione e l’apprendimento, per il monitoraggio della casa, per la sicurezza online e per la conservazione dei dati per dispositivi intelligenti;
• Il 49% dei consumatori globali sceglierebbe una Telco per i servizi sanitari connessi (dato in linea con quello italiano: 48% a fronte di una maggiore propensione, in questo caso, degli utenti britannici, 39%).


E se ponessimo a voi la stessa domanda?

Siete favorevoli all’ingresso nel settore telefonico di Google, Apple, Amazon e Facebook?

Fatecelo sapere nel box dei commenti.

Federico Fumagalli

Scritto da

Studente di architettura. Appassionato di sport, automobili e di tecnologia quel poco che basta. Spazio dai PC e gli smartphone ai TV e le macchine fotografiche. Pazzo, in quanto giocatore di Ingress.

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