Hi-Res Audio – Si sente davvero meglio?

Secondo una recente ricerca, condotta dalla Queen Mary University di Londra, gli ascoltatori riescono sentire la differenza tra audio a qualità standard e audio ad alta qualità, altresì chiamato Hi-Res Audio.

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Sono stati comparati i dati di oltre 12.000 persone presi in esame in 18 studi, in cui viene chiesto loro di distinguere diversi formati di musica tra dei campioni da 30 secondi ciascuno. Il risultato di questo studio è che solo alcune persone con l’orecchio ben allenato riescono a distinguere la differenza tra un buon file audio standard e un file audio ad alta risoluzione. Anzi. È emerso che queste persone sono in grado di riconoscere l’audio Hi-Res solo nel 60% dei casi.

Nonostante ciò il professor Joshua Reiss ha affermato che “i puristi dell’audio (audiofili) e l’industria dovrebbe dare il benvenuto a questa scoperta“. Perchè dopo anni di numerini che sovrastavano altri numerini finalmente qualcosa di concreto c’è.

1. Cos’è l’Hi-Res Audio?

Per chi non sappia cosa sia l’Hi-Res Audio sarà presto detto. Come successo per video e film, che sono passati negli ultimi anni dal vecchio standard SD o 576p ai nuovi standard di alta risoluzione FHD o 1080p e UHD / 4K o 2160p, anche l’audio ora sta ricevendo lo stesso trattamento. Con l’aumentare delle capacità di archiviazione dei supporti ottici e delle memorie dei lettori musicali anche il bit rate, la profondità in bit (o Dynamic Range) e le frequenze di campionamento stanno aumentando. Ormai ci siamo abituati al termine MP3, che è diventato anche sinonimo di file audio tra le masse, ma bisogna sapere che esistono molteplici formati audio con diverse caratteristiche.

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Prima di elencare le differenze tra i diversi formati c’è da dire che esistono tre tipologie di formato.

  • I formati non compressi. Sono quei file audio così come li ha concepiti l’artista e che non hanno ancora subito nessun tipo di compressione.
  • I formati compressi senza perdita o Lossless. Sono quei file audio che seppur compressi mantengono integre le informazioni del file originale.
  • I formati compressi con perdita o Lossy. I più comuni. Sono quei file audio che sacrificano parte delle informazioni originali, e quindi l’elevata qualità, a favore di un minore ingombro.

Partendo dai formati Lossy di uso più comune troviamo gli MP3, che sono i più diffusi. I WMA, ovvero il formato proprietario di Microsoft. Gli AAC, ovvero il formato usato principalmente da Apple. Gli OGG Vorbis, ovvero un alternativa che utilizza un metodo di compressione mediante tecniche psicoacustiche. Tutti questi formati sono caratterizzati da:

  • 16 bit massimi di di profondità audio
  • una bassa frequenza di campionamento che in genere non supera i 48 kHz
  • bit rate che non supera, se non in rari casi, i 320 kbps.

Anche i CD Audio sono considerati formati Lossy, in quanto hanno uno standard pre-stabilito. 16 bit, 44,1 kHz e 1.411 kbps. E nonostante il CD Audio abbia in genere una qualità più alta dei sopracitati formati non basta per essere considerato ad alta risoluzione, quindi Hi-Res.

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Passiamo ora a parlare dei formati che sono in grado ci contenere tracce ad alta risoluzione. Abbiamo sia formati Lossless come i FLAC, che sono il formato più utilizzato per l’ascolto di musica Hi-Res. Gli ALAC, che sono il formato proprietario di Apple. Infine c’è il formato DSD che comprende anche una varante usata per produrre i Super Audio CD o SACD, ovvero i CD Audio ad alta risoluzione. Tra i formati non compressi ci sono il WAV e l’AIFF. Il WAV è stato sviluppato da IBM e Microsoft, mentre AIFF è stato sviluppato da Apple. Le caratteristiche che accomunano i formati in grado di contenere tracce Hi-Res sono:130417_logo-hiRes

  • 24 bit di profondità audio
  • 96 o 192 kHz di campionamento
  • bit rate che può essere molto superiore a 1.411 kbps

Purtroppo a differenza dello standard FHD per l’alta definizione video non esiste una precisa definizione tecnica per l’Hi-Res. Quindi vanno sotto questo nome tutti i dispositivi e le tracce audio che superano le specifiche dei CD Audio, e cioè 16 bit di profondità e 44,1 kHz di frequenza di campionamento.

Hi-Res Audio

2. Cosa serve per ascoltare musica Hi-Res

Come per i film, il mercato e le nostre case si sono adeguate all’alta definizione. TV FullHD e 4K. Lettori Blu-Ray o console. Anche l’audio ad alta risoluzione ha bisogno del suo hardware specifico. Innanzitutto anche qui serve un lettore compatibile con i file Hi-Res. Che esso sia un Amplificatore da salotto, un più comodo lettore musicale portatile o uno smartphone non fa differenza. L’importante è che abbia il bollino Hi-Res Audio che ne certifica la qualità.
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Esistono in commercio anche DAC per dispositivi portatili, sistemi audio per automobili e cuffie. Se invece si preferisce una comunicazione wireless tra sorgente e ascoltatore bisogna sapere che sono nati nuovi standard di trasmissione Bluetooth come il SONY LDAC, che si pone l’obbiettivo di poter trasmettere fino a 3 volte i dati di una trasmissione audio Bluetooth standard.

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3. Dove acquistare musica Hi-Res

Ovviamente come per i film e i giochi esistono siti dove poter acquistare musica solo ad alta definizione. Sicuramente cercando in internet ne troverete molti. Eccovene alcuni per poter dare un’occhiata.

Peccato che i market più grandi e più conosciuti alle masse ancora non dispongono di una sezione apposita per
poter scaricare Hi-Res Audio. Basti solo pensare a Spotify, Google Play Music, Apple Music e iTunes Store. Per ora è possibile però testare servizi di streaming come Tidal o Qobuz.

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Ma ora torniamo alla ricerca della Queen Mary University di Londra. Se analizziamo i dati scopriamo che:

  1. Non tutti riescono a percepire la differenza tra musica in formato Standard e musica Hi-Res.
  2. Queste persone non riescono a capire sempre al 100% se si sta ascoltando sempre musica Hi-Res.

Al netto di tutto ci sarebbe da chiedersi quanto possa incidere nell’ascolto quotidiano avere una collezione in alta risoluzione o meno. C’è anche da dire che c’è gente con delle orecchie in grado di percepire qualsiasi nota di qualsiasi strumento musicale. Io, nel mio piccolo, ho provato ad ascoltare la stessa canzone in formati Hi-Res e con normalissimi MP3. Devo dire che la differenza c’è, non abissale ovviamente, ma la differenza c’è. E lungi da me considerarmi audiofilo. Anzi.

il problema della musica e dei suoni in particolare è che non è una cosa a cui poter fare una foto per dimostrare che un formato sia migliore rispetto ad un altro. Ma il suono è una percezione. Quindi, come tale, ogni individuo la percepisce in un modo diverso da un altro. Come c’è gente che non percepisce differenza tra un pannello FHD e uno 4K ci sarà gente che non troverà differenze tra un comune MP3 e un FLAC.

Voi avete mai provato ad ascoltare musica in formato Hi-Res? Cose ne pensate? Vi aspetto nei commenti.

Federico Fumagalli

Scritto da

Studente di architettura. Appassionato di sport, automobili e di tecnologia quel poco che basta. Spazio dai PC e gli smartphone ai TV e le macchine fotografiche. Pazzo, in quanto giocatore di Ingress.

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