Smartphone troppo sottili per il jack audio o c’è altro sotto? | Parte 2

Ci era stato detto che stanno abbandonando il jack audio in favore di dispositivi più sottili. Verità o bugia?

jack audio

Nella prima parte di questo focus audio abbiamo parlato, in particolare, del perchè sia meglio avere uno smartphone con il jack audio integrato. Qui invece voglio dirvi perchè è meglio un connettore digitale.

 Leggi anche: Smartphone troppo sottili per il jack audio | Parte 1

Non solo musica | Riduzione dei rumori

Ci sono in commercio diversi auricolari che hanno speciali microfoni, in grado di ascoltare i suoni che ci circondano. Poi speciali algoritmi sono in grado di invertire l’onda sonora sentita dai microfoni, e questa nuova onda viene inviata agli auricolari. Il risultato è una più o meno totale riduzione dei rumori.

In realtà questa funzione non necessita per forza di un connettore digitale, infatti esistono i jack a 5 poli. Ma quest’ultimi non sono propriamente standard. Più che altro perchè queste cuffie potrebbero avere problemi di scarsa compatibilità con altri apparati con jack audio normali. Sicuramente una soluzione di tipo digitale potrebbe ovviare a questo inconveniente.

Non solo musica | Auricolari smart

Di recente sono stati presentati i Google Pixel Buds. Sono le cuffie ufficiali dei nuovi Google Pixel 2 e Pixel 2 XL. Sono cuffie votate all’utilizzo smart. Anche se queste sono cuffie wireless e non cablate, ci interessa citarle perchè fanno cose che nessun’altra cuffia ha mai fatto fino ad ora. Possono richiamare Google Assistant e restare sempre in ascolto.

Sì questa è una cosa innovativa, ma non è la sola di cui vogliamo parlarvi. Come già descritto in un articolo del mese scorso, sono in grado di tradurre simultaneamente fino a 40 lingue. In quel caso tutto viene gestito tramite Bluetooth, ma una cuffia analogica non sarebbe in grado di gestire la cosa.

Tutto l’aiuto di cui necessitiamo, ovunque siamo

Il passaggio dall’analogico al digitale permette di passare da una soluzione più evoluta rispetto a quella passata. Ri-citando i vari Assistant (Google), Siri (Apple) e Alexa (Amazon), questi nuovi tipi di cuffie spalancherebbero le porte agli assistenti virtuali in mobilità. Non so se vi siete resi conto che nel corso di questo anno, proprio le 3 aziende citate hanno iniziato a vendere le proprie soluzioni casalinghe che avvicinano l’utente agli assistenti virtuali.

Parliamo rispettivamente di Google Home, HomePods ed Echo. Se vogliamo sono i cavalli di troia che ci abituano a questo tipo di prodotti e funzionalità. E grazie alla natura digitale degli auricolari Type C non si avrebbero problemi nell’utilizzo di questi assistenti, anche perchè possono fare esattamente quello che ora fa lo smartphone, ovvero aspettare e rispondere ai comandi solo quando è chiamato in causa.

Parliamo anche di musica

Tra i vantaggi che avremo in termini di ascolto possiamo citare, per iniziare, l’utilizzo di cuffie attive, e che quindi devono ricevere energia da parte del device per funzionare. Inoltre possiamo parlare di effetti, filtri ed equalizzatori attivi oltre che ad una riduzione dei rumori più efficiente.

E, cosa ancora più importante, ora l’USB Type C ha finalmente uno standard per la gestione dell’audio ed è in grado di veicolare sia audio in forma digitale che analogica. Purtroppo però quest’ultima funziona funzione non è supportata da tutti i prodotti. Detto in parole povere… non è abilitata. Ad esempio i Pixel 2 e Pixel 2 XL necessitano sempre e comunque di un adattatore con DAC integrato perchè non permettono il passaggio della musica in formato analogico.

Cuffie fatte ad hoc

Avere un nuovo standard di comunicazione tra smartphone / PC  e cuffie può sicuramente spronare i produttori di cuffie a realizzare prodotti di un livello ottimo.

Se con il jack audio ci dobbiamo affidare al mix tra DAC dello smartphone e driver delle cuffie, nel caso in cui il DAC è integrato direttamente nella cuffia ci si può assicurare che tutti funzioni nella maniera esatta in cui il produttore della cuffia ha ideato la cuffia. Perchè sarebbe lo stesso produttore a dover assicurarsi che la cuffia abbia un buon driver e al contempo anche un buon DAC.

Però bisogna stare attenti perchè questa è un’arma taglio. Se da una parte ci si può fidare di aziende famose e di prodotti di un certo livello, si può incappare in sole se invece si ha troppo il bracchino corto e si cercherà di portarsi a casa qualcosa di discreto a pochi euro. Ho usato il futuro perchè, fortunatamente o sfortunatamente, per ora di cuffie Type C o Lightning ne esistono forse una decina. E tutto sono indicate ad un target ben preciso, e non di certo alla massa, dato i loro prezzi abbastanza per pochi.

 Leggi anche: Smartphone troppo sottili per il jack audio | Parte 1

Conclusione

Anche qui ragazzi, come avevo detto nella prima parte di questo focus, la scelta spetta solo a voi.

Il mio consiglio è, e sarà sempre, quello di comprare sempre il prodotto che più ci rispecchia a noi come utente. Ovvero come persona che fa’ il proprio e personale utilizzo dello smartphone. Seguire le mode porta solo ad adeguare sé stessi a quello che le aziende vogliono per noi, e non a quello che le aziende dovrebbero fare per inseguire la clientela.

Se abbiamo l’esigenza di avere questo connettore non dobbiamo sottostare alle scelte di alcuni brand che limitano l’utilizzo che possiamo fare dello smartphone. Se non attaccate un auricolare al telefono dal lontano 1998 allora ogni smartphone potrebbe valere l’altro.

Fonte


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Federico Fumagalli

Scritto da

Studente di architettura. Appassionato di sport, automobili e di tecnologia quel poco che basta. Spazio dai PC e gli smartphone ai TV e le macchine fotografiche. Pazzo, in quanto giocatore di Ingress.

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